Questo sito utilizza solo cookies tecnici di prima parte. Continuando a utilizzare il sito acconsenti all'uso dei cookies.  Maggiori informazioni


#Tecnologia_Scuola_Riflessioni

Leonardo Di Filippo

Scuola

"Acquista cosa nella tua gioventù che ristori il danno della tua vecchiezza.
E se tu intendi la vecchiezza aver per suo cibo la sapienza,
adoprati in tal modo in gioventù, che a tal vecchiezza non manchi il nutrimento."
(Leonardo da Vinci)

Sulle mie esperienze come insegnante

Mi è venuta un'idea, non so se qualcuno ci ha già pensato.

Insegnare con la mascherina sarà difficile, saremo portati ad alzare la voce per compensare l'indisponibilità del labiale e l'assorbimento acustico della mascherina. Alzare la voce significa inoltre emettere più droplet.

Perché non mettere un piccolo amplificatore audio in ogni classe e dotare ogni docente di un microfono personale? Che ne pensate ? (in particolare lo chiederei agli esperti)

Distinguere tra rischio e pericolo. Semplificando, un pericolo è una cosa negativa che può accadere, per esempio contagiarsi col Covid, cadere dalle scale, prendere la scossa elettrica, eccetera. Un rischio è la valutazione di quel pericolo insieme alla probabilità che possa accadere e, aggiungerei io, all'importanza del compito da svolgere dovendosi assumere il rischio residuo.

Voglio dire che se, ad esempio, ho la probabilità dell'1% di contagiarmi andando in discoteca, non ci vado. Se, sempre come esempio, ho la probabilità dello 0,01% di contagiarmi per non lasciare gli alunni a casa senza istruzione, io credo che debba assumermi questo piccolo rischio. A me una differenza di cento volte tra la discoteca e la scuola sembra verosimile, se a scuola si prendono precauzioni efficaci, ma non sono certo un esperto, ho buttato due numeri a caso; ecco vorrei che i comitati scientifici valutassero, quantificassero e comunicassero (a docenti e famiglie) il rischio, invece sento solo discussioni generiche sui pericoli teorici. Mi sbaglio?

Quando si gestisce una crisi credo sia norma di buon senso occuparsi soprattutto degli aspetti più critici.

Gli alunni di una classe sono un piccolo gruppo, con componenti fissi che si frequentano tra di loro anche a prescindere dalle ore scolastiche. Lo stesso non può dirsi per i frequentatori di una spiaggia, di un bar, di un hotel, di un villaggio, di un treno o aereo.

E allora non capisco quegli insegnanti che, dopo essere stati tranquillamente in vacanza, sono ora ossessionati dalle modalità di ripresa scolastica e talora chiedono proprio quella didattica a distanza che durante il lockdown spesso criticavano.

Certo vanno prese tutte le precauzioni possibili (con mezzi ragionevoli) per minimizzare i pericoli, ma non pretendere l'azzeramento totale di un rischio, peraltro un mese dopo che si è liberamente scelto, senza batter ciglio, un rischio maggiore.

I due grafici mostrano l'andamento delle visualizzazioni e dei tempi di visualizzazione del mio canale YouTube negli ultimi due anni. Riporto solo la curva per un'analisi qualitativa e non quantitativa, il mio è un piccolo canale, i numeri assoluti sono irrilevanti.

Quello che si vede senza alcun dubbio è il forte incremento corrispondente ai mesi di lockdown. Il dato dipende molto poco dalla mia attività didattica e dai miei alunni (tutti i miei video hanno avuto un incremento, non solo quei pochissimi che ho usato io nei mesi di DAD).

L'algoritmo di YouTube negli ultimi tempi cercava di adularmi, "il tuo canale sta avendo successo" mi scriveva. Non credo fosse vero, è stata una parentesi legata alle circostanze, che può forse insegnarmi qualcosa.

Non c'è dubbio che, tra gli informatici, gli specialisti della cybersecurity sono, e sempre più saranno, tra i profili più richiesti dal mercato del lavoro.

I crimini saranno sempre più digitali e i danni alle aziende arriveranno sempre più frequentemente da circostanze connesse al trattamento dei dati. Gli investimenti in termini di risorse informatiche, sia umane che infrastrutturali, sono importanti, ma risultano vanificati in presenza di comportamenti errati e inconsapevoli del personale che utilizza i computer.

Correggetemi se sbaglio, ma a me pare che un po' tutti i commenti sulla scuola che leggo in questo periodo siano accomunati da due considerazioni.

La prima, la didattica a distanza non va bene; sul perché non vada bene poi le analisi si diversificano, ma la bocciatura dello strumento digitale mi sembra unanime, con l'eccezione dei soli "tech-savvy teachers".

La seconda, come ritornare alla didattica precedentemente in essere.

Sulla prima. Didattica a distanza non è sinonimo di didattica digitale. Ci può essere buona e cattiva didattica sia quando impiega strumenti digitali, sia se li evita. La distanza invece deriva da un'esigenza contingente, e le tante critiche se non sono associate a proposte/idee alternative non mi sembrano utili.

Auguri al mio canale YouTube che oggi festeggia 20000 visualizzazioni. Eh, lo so, sono poche rispetto a quelle dei veri youtuber.

Eppure a volte qualche alunno mi chiede "prof, quanto guadagna con yt ?". Ahahah :-) ovviamente non denaro. Guadagno il piacere di tenermi in esercizio, di non annoiarmi. Il piacere di fare qualcosa in più per loro.

Poi sono contento ogni volta che scopro che un video è stato utile anche ad altri, ad alunni non miei, talora inaspettatamente anche a studenti universitari.

E ora iscrivetevi, che dobbiamo arrivare a 30000 :-)

Quando ho iniziato ad insegnare, sette anni fa, ho percepito subito con fastidio la retorica, allora imperante, dei "nativi digitali". Il corpo insegnante era compatto nel riconoscere in ogni alunno un mago dell'informatica. Ciò contrastava in modo stridente con la mia esperienza quotidiana in classe.

Oggi la situazione è cambiata, molti insegnanti sono consapevoli che non si posseggono competenze digitali per "diritto di nascita". Però,  parlando con i colleghi e leggendo molti post in rete sull'argomento, emerge soprattutto un aspetto: la pressoché nulla abilità di molti ragazzi nell'uso della tastiera.

Dopo sette anni, bellissimi, al Liceo Salvatore Cantone, dal prossimo settembre inizierò una nuova avventura. Farò in tempo a salutare di persona i colleghi, ma non gli studenti, già in vacanza. Allora vi abbraccio virtualmente con questo messaggio. Sentirò la vostra mancanza. Ciao a tutti ragazzi!

saluti

La mia esperienza con i video a scuola ha superato le aspettative. La scorsa settimana ho somministrato nelle due seconde classi il quiz di novembre su moodle, che poi è il primo test realmente impegnativo. Si tratta soprattutto di scegliere, tra le quattro risposte indicate, l'output di frammenti di codice. Nel codice, già a novembre, faccio convivere tutti e tre i costrutti fondamentali; infatti sono per un approccio full immersion, ritenendo troppo diluito nel tempo quello che tradizionalmente viene usato. Inoltre vi sono domande teoriche.

Presentazione dei miei corsi di informatica 2018/19 presso il Liceo Scientifico opz scienze applicate Salvatore Cantone, Pomigliano d'Arco (NA)

CopertinaAs1819
apri su YouTube

Buone vacanze ai miei studenti. Vacanza. Non è necessariamente una parola così bella; etimologicamente esprime il vuoto, l’assenza di attività. Invece la pausa estiva può essere il momento di impegnarsi, liberamente, su ciò che interessa. Vacanza dagli obblighi, insomma. Io non ho mai “assegnato” compiti per le vacanze, penso che dovreste scegliere da soli qualcosa da leggere o da studiare. Ho ripreso a registrare qualche video. SE VI VA, guardateli. E magari scrivete qualche programma per mantenervi in esercizio. Se lo farete per il gusto di mettervi alla prova, vi accorgerete che non è faticoso, ma divertente. E poi non c'è nessuno domani a interrogarvi :-)

Sto avendo riscontri positivi dall'impiego di video registrazioni didattiche nelle quali riepilogo, oppure anticipo in vista degli approfondimenti da fare in classe, gli argomenti del programma disciplinare. Oltre a renderli disponibili sulla piattaforma Moodle che uso a scuola, li pubblico su YouTube e sto ora iniziando ad organizzarli per argomenti omogenei sul mio blog, come in questa pagina.

Nel giro di pochissimi anni le lavagne interattive multimediali hanno invaso le aule delle nostre scuole. Per la materia che insegno e per come la insegno, non potrei fare a meno di una periferica di fruizione collettiva, e dunque sono contento di poter disporre di una LIM in ogni classe. Eppure non credo che la tradizionale LIM a proiezione sia sempre necessariamente la scelta ottimale; in ogni caso non la ritengo un’opzione da dare acriticamente per scontata.


Al momento non gestisco i commenti sul sito. Se vuoi commentare un mio articolo, puoi farlo sulla pagina facebook www.facebook.com/TecnologiaScuolaRiflessioni


Passa alla modalità desktopPassa alla modalità mobile