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#Tecnologia_Scuola_Riflessioni

Leonardo Di Filippo

"Quando si scrive si va incontro a qualcosa di imprevedibile,
e io non posso impormi uno svolgimento prestabilito"
(Carl Gustav Jung)

pitosf Vi siete mai chiesti qual è per voi il profumo più importante?

Io sì, ed è quello del pitosforo. E' il profumo dell'estate che inizia, del sole, del cielo azzurro, dei litorali.

Il pitosforo è la metafora della felicità, pianta umile, cresce dove pensiamo non valga la pena mettere qualcos'altro, ma regala ad ogni primavera il ricordo di tutte le estati già vissute. 

" L'albero che è nel mio giardino esiste solo quando io lo guardo! " - Niels Bohr (premio Nobel per la fisica nel 1922).

E' raro, ma a volte notiamo coincidenze che ci colpiscono al punto da farci mutare completamente punto di vista. A me è successo qualche anno fa quando ho tardivamente scoperto il piacere di una materia che a scuola non amavo, la filosofia.

Leggere che la filosofia degli idealisti tedeschi ha di fatto anticipato di oltre un secolo alcune evidenze della meccanica quantistica ha avuto per me un impatto rilevante. Da un lato oggi si tende a rifiutare, o nella migliore delle ipotesi ad ignorare, quella che sarebbe la più ovvia interpretazione dei fenomeni quantistici, poichè metterebbe in crisi la visone materialistica delle scienze contemporanee, dall'altro si scopre che qualcuno addirittura l'anticipava.

A volte usiamo l'inglese e l'informatica come maschere. Quando temiamo che ciò che abbiamo da dire non sia un granché, ne modernizziamo il contenitore (oops ... stavo per dire ne cambiamo il packaging !), cioè ci buttiamo dentro qualche parola in inglese (o magari lo scriviamo in un bel xls o ppt pieno di grafici colorati e parole in inglese). Ma la cosa triste non è questa, è il fatto che spesso funziona.

Sicuramente esistevano già programmi che, prendendo a caso le domande da un archivio, predispongono questionari per le verifiche scritte tutti diversi, ma della medesima complessità.

Io però ho preferito scrivermelo da solo; perchè adattarsi a qualcosa, se con qualche ora di lavoro possiamo crearci un'applicazione su misura? Fatica inutile? Tempo sprecato? Forse! O forse no. E poi mia nonna mi diceva sempre "dove c'è gusto, non c'è perdenza!".

Come ambiente di sviluppo ho usato lo stesso che abbiamo scelto nel laboratorio del Liceo: Lazarus. Non sarebbe infatti saggio mostrare agli studenti di non impiegare, nella pratica, ciò che si propone nell'insegnamento; anzi spero che presentare un'applicazione realmente funzionante possa risultare motivante per loro che sono ancora alle prese con esercizi meramente didattici.

Conosco diverse persone il cui PC ha un antivirus che elemosina da anni un aggiornamento, di tutto di più nella task bar, pop up strani in continuazione,  gli aggiornamenti del s.o. disabilitati,  ecc, che ora, dopo l'allarme diffuso dai media sul termine del supporto da parte del produttore, sono improvvisamente e seriamente preoccupate perchè il loro XP diventa insicuro...  Mah!

ps: Io (almeno) questo problema non ce l'ho: uso linux.

Per favore ditemi che non ho capito bene!

Ditemi che non è vero che dal prossimo anno, nelle  quinte classi dei licei italiani, una delle materie NON linguistiche, a scelta della scuola per ciascuna sezione, sarà insegnata in lingua inglese. Non può essere!

Sarebbe una buona cosa per rafforzare l'inglese, ma pessima per la materia "ospite". Quando frequentavo il liceo avevo serie difficoltà a capire il pensiero di Hegel studiandolo in italiano, cosa avrei potuto, realmente, capire in inglese?

L'inglese, oggi, è fondamentale per comunicare; la lingua madre, invece, è l'unica a limitare relativamente poco l'attività del pensiero.

E poi la nostra madre lingua è una lingua stupenda. Per fortuna la norma esclude l'italiano; nel frattempo io, da inguaribile pessimista, avevo già avuto un vero incubo: avevo sognato che nelle nostre scuole si traduceva e si studiava la Divina Commedia in lingua inglese!

Ho in passato maturato diverse esperienze nello sviluppo web, tuttavia quest'area dell'informatica non è nei primissimi posti tra i miei skill. Ciò nonostante ho profuso il massimo impegno nel realizzare il sito web del nostro Liceo. E' stata un'esperienza piacevole, che peraltro mi ha permesso di capire più velocemente la realtà, per me nuova, della scuola.

La direzione scolastica voleva un sito la cui redazione fosse aperta a tutti i componenti della scuola, senza la necessità di passare per il webmaster ogni qualvolta fosse necessario pubblicare qualcosa. Naturalmente il sistema doveva prevedere la possibilità dei necessari controlli e interventi correttivi da parte dei responsabili.

Era l'applicazione ideale per Joomla, un CMS (content management system) che avevo già avuto modo di apprezzare. L'ho scaricato (è gratuito e open source), l'ho installato nello spazio hosting della nostra scuola, ho abbozzato un primo albero dei menù (che si è subito rivelato errato, e quindi da modificare, alla prima presentazione fatta ai colleghi!) e ho iniziato a cercare delle estensioni alla piattaforma che potessero aiutarmi a implementare alcuni aspetti peculiari che ci eravamo posti come ulteriori obiettivi, e cioè:

Questa settimana l'esercizio che ho proposto agli studenti delle seconde classi riguardava la realizzazione di un programma per la visualizzazione dei primi numeri della successione di Fibonacci. Se la sono cavata abbastanza bene, anche se il professore (cioè io) li ha distratti con alcuni discorsi su questa misteriosa successione di numeri. L'ho fatto, però, perchè molti di loro mostravano un vero interesse.

La successione di Fibonacci è composta dalla sequenza infinita di numeri nella quale ciascun elemento è la somma dei due precedenti, cioè

0, 1, 1, 2, 3, 5, 8, 13, 21, 34, 55, 89, ....

Questi numeri sono osservabili in tantissimi fenomeni naturali, come il numero di petali di molte specie floreali, le proporzioni tra le ossa della mano, le distanze tra i pianeti nel sistema solare, la forma delle conchiglie, la musica,  ecc.

"È più bello sapere un po' di tutto, che sapere tutto di una sola cosa".

È uno dei "Pensieri" di Blaise Pascal. In trent'anni di lavoro ho sempre assecondato questo desiderio, in contrasto con la logica del "mercato" che ci vuole sempre più specializzati.

Ciò mi ha permesso di utilizzare un'ampia gamma di tecnologie. Ho sempre preferito soluzioni smart, leggere e soprattutto aperte, rispetto a quelle proprietarie e "leader" riconosciute. Soluzioni economiche e che contemporaneamente favoriscono la creatività.

In questa sezione del blog manterrò una traccia delle realizzazioni che più mi gratificheranno, sperando possano costituire un punto di vista in più da valutare, per coloro che si trovano ad operare scelte simili. Eventualmente includerò qualche richiamo a lavori passati o analizzerò qualche ipotetica idea da realizzare.

 


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