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Tecnologia, Scuola, Pensieri

Leonardo Di Filippo

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Tecnologia

"Ché perder tempo a chi più sa più spiace"
(Dante Alighieri)

In questa sezione del blog manterrò una traccia dei progetti realizzati, sperando possano costituire un punto di vista in più da valutare per chi si trovi ad operare scelte simili. Eventualmente includerò qualche richiamo a lavori passati, analizzerò qualche ipotetica idea da realizzare o esprimerò opinioni personali su questioni tecniche.

Sul caso delle intercettazioni in internet dei giorni scorsi, a me pare che di un aspetto non si sia parlato. Ho letto infatti di commenti sulle indagini, sul sistema che era stato attivato, ecc. Ma il fatto che personaggi che svolgono funzioni apicali siano state vittima di un attacco con malware dotato di una tecnologia di tipo tutto sommato ordinario e che addirittura (sempre se non ho capito male) si siano ”infettati” aprendo banalmente un allegato email di tipo eseguibile, a me sembra un punto non trascurabile e anche un po’ preoccupante.

Osservo la mia vecchia stampante sfornare operosamente un foglio dopo l'altro. La uso da ben 12 anni !

Qualche anno fa si era fermata all'improvviso e, mentre tutti i suoi led mi facevano l'occhiolino, mi informava che avevo raggiunto il limite massimo di utilizzo: doveva necessariamente andare in manutenzione !

Un modo gentile per dire: buttami e compratene una nuova. Trovai in rete l'utility di sblocco e la riattivai senza alcun service. Del resto avevo pure sempre ignorato i messaggi con i quali, inorridita, mi consigliava di non usare quelle cartucce di inchiostro che costano un decimo delle originali: l'avrei danneggiata, mi diceva implorante, ma in fondo minacciosa.

Perciò queste stampe ancor oggi perfette mi stupiscono. O forse no.

In quest’articolo scrivevo che avrei raccontato come ci esercitavamo nella programmazione, ai miei tempi, all’università. Eccomi qui. Il linguaggio era il glorioso Fortran, l’elaboratore uno Sperry Univac 1100. Che peraltro noi studenti non avevamo mai realmente visto.

Nel centro di calcolo, al margine della rumorosa area di libero accesso, vi era una porta off-limits. Accanto alla porta, nel muro, una piccola apertura fungeva da sportello, unico canale di comunicazione, quasi uno stargate, verso un interno proibito, una dimensione superiore, nel quale misteriosi individui in camice bianco sembravano muoversi quasi danzando nell’aria. O almeno questa era l’immagine che io percepivo.

“Non firmate mai nulla senza aver prima letto” diceva il mio maestro delle elementari. Nutrivo per lui grande stima e per questo ho indelebilmente memorizzato tutto ciò che egli abbia ripetuto più di una sola volta. Così credevo che la mia insofferenza per le firme inconsapevoli fosse una delle mie piccole, peculiari manie e invece l’ho trovata esplicitamente elencata tra i punti apprezzati nella bella recensione di “Io docente alieno”, pubblicata su questo blog pochi giorni fa.

Oggi però, se fosse ancora in vita, andrei a chiedere lumi al mio vecchio maestro. Ai suoi tempi, nel più complicato dei casi, si firmava in calce a poche pagine dattiloscritte.

Esattamente due anni fa ho scritto su questo blog un articolo in occasione dei sessanta anni dalla tragica morte di Alan Turing, avvenuta il 7 Giugno del 1954. Questo gigante della logica matematica è forse oggi più conosciuto, grazie anche a libri e film, per il suo ruolo nella crittografia militare durante la seconda guerra mondiale.

Il laboratorio di informatica che utilizzo a scuola era diventato obsoleto. Le postazioni erano equipaggiate con Windows xp, non più supportato. L'upgrade avrebbe comportato una notevole spesa ed era inoltre sconsigliato dai requisiti hardware dei PC. Come primo intervento ho installato Linux; dopo alcune prove, la distribuzione ubuntu-mate mi è sembrata la scelta migliore in questo caso. La partizione Windows non l'ho però rimossa, alcuni colleghi potrebbero avere dati e applicazioni ancora necessari in questa fase transitoria; ho comunque aggiunto al regolamento l'indicazione di non forzare l'avvio della vecchia partizione lasciando attivo il collegamento ad internet e alla dorsale scolastica.

Ma non mi sono fermato qui.

In questi giorni tra i tecnici che si occupano di web impera la discussione sui cookies (biscotti in italiano). E' infatti entrata pienamente in vigore la legge che impone dei vincoli a questa tecnologia, ormai utilizzata da quasi tutti i siti internet. Molti di voi avranno notato che tanti siti propongono un banner all'ingresso che richiede un consenso in merito.

Ma cosa sono i cookies? Sono dei file che il server che visitiamo può scrivere sul nostro computer e rileggere anche a distanza di tempo. A cosa servono? Per semplicità distinguiamo tre tipi. I cookies cosiddetti "tecnici" sono utilizzati dal sito visitato per ricordarsi delle preferenze che abbiamo scelto (la lingua, la dimensione del carattere, ecc) e mantenere aperta la sessione, ad esempio per evitare di dover continuamente inserire la password in un processo di acquisto; sono quindi molto utili.

Vorrei prendere posizione nella discussione relativa alla direzione che l'industria del software sembra aver preso. Prima però facciamo un passo indietro, alla lezione di Alan Turing. Con la sua celebre “macchina”, egli mostrò che era un errore inseguire piattaforme hardware sempre più complesse, perché qualsiasi funzione computabile può essere realizzata con una macchina semplicissima: un nastro, una testina e una logica di controllo. E in questo modo inaugurò quella strada che portò all'architettura di Von Neumann, che è tuttora alla base dei nostri computers.

Da allora gli elaboratori sono rimasti concettualmente semplici, ma la tecnologia non ha più smesso di incrementarne le prestazioni. Se in alcuni campi tale incremento è tuttora il benvenuto, in altri, dove le funzionalità essenziali sono ormai assicurate, realizza una spinta verso caratteristiche accessorie che spesso creano inutili complicazioni all'utente non specialista.

"C'è vero progresso solo quando i vantaggi di una nuova tecnologia diventano per tutti" (H. Ford).

Il mattino della domenica è il momento più adatto per quelle attività che consideriamo importanti anche se non urgentissime e che quindi tendiamo a rinviare.

Ho ricontrollato, con diversi validatori disponibili in internet, la home del sito web della nostra scuola. In un contesto come quello scolastico basta a volte anche un solo articolo, magari pubblicato da un collega, a inficiarne l'esito. Ma perché è importante il responso di questi strumenti?

Quando pensiamo a un sito di qualità, siamo portati a immaginarlo pieno di effetti speciali. Invece il primo requisito, soprattutto per un sito della pubblica amministrazione, è la corretta fruizione da parte di chiunque, indipendentemente dal browser/dispositivo usato e da eventuali difficoltà, ad esempio visive, dell'utente.

Molti, tra i non addetti ai lavori, sbagliano e lo chiamano Asterix, come l'eroe dei cartoon. Invece il suo nome è Asterisk (di Digium Inc.), cioè asterisco, il tasto dei telefoni solitamente dedicato alle funzionalità speciali.

Asterisk è un software open source e gratuito, che permette di implementare sistemi per comunicazioni usando dei normali personal computer. E' nato per realizzare centralini telefonici (PBX) utilizzando come hardware dei normali personal computer anziché costose piattaforme proprietarie. A ben vedere l'obiettivo è stato non solo raggiunto, ma addirittura superato; infatti poiché opera su Linux, è interfacciabile con tantissimi software disponibili per questo sistema operativo. Negli ultimi anni, e soprattutto nella mia penultima attività, ho avuto modo di realizzare una gamma enorme di applicazioni TLC usando Asterisk e ho avuto spesso l'impressione che l'unico vero limite fosse la fantasia.

Conosco diverse persone il cui PC ha un antivirus che elemosina da anni un aggiornamento, di tutto di più nella task bar, pop up strani in continuazione,  gli aggiornamenti del s.o. disabilitati,  ecc, che ora, dopo l'allarme diffuso dai media sul termine del supporto da parte del produttore, sono improvvisamente e seriamente preoccupate perchè il loro XP diventa insicuro...  Mah!

ps: Io (almeno) questo problema non ce l'ho: uso linux.

Ho in passato maturato diverse esperienze nello sviluppo web, tuttavia quest'area dell'informatica non è nei primissimi posti tra i miei skill. Ciò nonostante ho profuso il massimo impegno nel realizzare il sito web del nostro Liceo. E' stata un'esperienza piacevole, che peraltro mi ha permesso di capire più velocemente la realtà, per me nuova, della scuola.

La direzione scolastica voleva un sito la cui redazione fosse aperta a tutti i componenti della scuola, senza la necessità di passare per il webmaster ogni qualvolta fosse necessario pubblicare qualcosa. Naturalmente il sistema doveva prevedere la possibilità dei necessari controlli e interventi correttivi da parte dei responsabili.

Era l'applicazione ideale per Joomla, un CMS (content management system) che avevo già avuto modo di apprezzare. L'ho scaricato (è gratuito e open source), l'ho installato nello spazio hosting della nostra scuola, ho abbozzato un primo albero dei menù (che si è subito rivelato errato, e quindi da modificare, alla prima presentazione fatta ai colleghi!) e ho iniziato a cercare delle estensioni alla piattaforma che potessero aiutarmi a implementare alcuni aspetti peculiari che ci eravamo posti come ulteriori obiettivi, e cioè:

"È più bello sapere un po' di tutto, che sapere tutto di una sola cosa".

È uno dei "Pensieri" di Blaise Pascal. In trent'anni di lavoro ho sempre assecondato questo desiderio, in contrasto con la logica del "mercato" che ci vuole sempre più specializzati.

Ciò mi ha permesso di utilizzare un'ampia gamma di tecnologie. Ho sempre preferito soluzioni smart, leggere e soprattutto aperte, rispetto a quelle proprietarie e "leader" riconosciute. Soluzioni economiche e che contemporaneamente favoriscono la creatività.

In questa sezione del blog manterrò una traccia delle realizzazioni che più mi gratificheranno, sperando possano costituire un punto di vista in più da valutare, per coloro che si trovano ad operare scelte simili. Eventualmente includerò qualche richiamo a lavori passati o analizzerò qualche ipotetica idea da realizzare.

 


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