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#Tecnologia_Scuola_Riflessioni

Leonardo Di Filippo

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Scuola

"Acquista cosa nella tua gioventù che ristori il danno della tua vecchiezza.
E se tu intendi la vecchiezza aver per suo cibo la sapienza,
adoprati in tal modo in gioventù, che a tal vecchiezza non manchi il nutrimento."
(Leonardo da Vinci)

Sulle mie esperienze come insegnante

Studiando ingegneria elettronica ho seguito le materie che preferivo. Ma sono altrettanto contento di aver prima frequentato il liceo classico. Credo mi abbia dato qualcosa in più che ho cominciato ad apprezzare solo con i capelli bianchi.

E poi, indipendentemente dagli studi successivi, dall'attività lavorativa e dall'età, noi che abbiamo "fatto" il classico ci riconosciamo. E ogni volta che ho chiesto "ma tu hai fatto il classico? " la risposta è stata, sempre, affermativa.

Oggi ho appreso che è stata abolita la denominazione di ginnasio per il primo biennio. Ricordo che iniziare in "quarta" per poi passare dopo due anni dalla quinta ginnasio alla prima liceo aveva un che di numinoso. Mi dispiace. Almeno il liceo classico lasciatelo così com'è.

Mi sono frequentemente espresso contro il sistema di valutazione basato sul voto. Mi sono spinto a scrivere che i voti (non la valutazione) io proprio li abolirei.

Ma fintanto che i voti esistono, vanno applicati con serietà e professionalità. Altrimenti avremo ingannato i nostri studenti due volte: la prima perché buona parte di loro a scuola non apprende molto. E la seconda perché, diplomandoli pure con voti eccessivamente alti, si illuderanno di possedere già ottime conoscenze e competenze. Insomma li avremo privati persino della fondamentale conoscenza socratica del "so di non sapere".

Io Docente Alieno. L’avevo pubblicato, davvero, solo per scherzo, per familiari ed amici.

E invece capita di ricevere un’inattesa e-mail da un lettore autorevolissimo, con un commento estremamente gratificante, oltre che brillante e apportatore di ulteriori spunti di riflessione. Non ho resistito a chiedere il permesso di pubblicarlo.

Ho sempre invidiato al mio meccanico la sua parete fittamente coperta da attrezzi di ogni foggia e misura e pure la sua capacità di afferrare al volo, tra tante, la giusta chiave inglese.

Probabilmente un programmatore ha una gamma ancor più ampia nella quale scegliere il linguaggio di programmazione. Anche qui il linguaggio migliore, semplicemente, non esiste; la scelta ottimale dipende dai requisiti di progetto e dagli skill del team di sviluppo.

Diciamocelo tranquillamente, ciò che noi insegnanti maggiormente paventiamo è la correzione delle verifiche, attività lunga e spesso faticosa anche a causa della grafia di buona parte degli alunni.

Ieri ho viaggiato in treno, ovviamente col PC al seguito; Moodle mi presentava sullo schermo, in una sola pagina, tutte le risposte alla seconda parte del test di una classe.

Circa un mese fa ho scritto della sperimentazione che ho fatto con l’uso di Moodle nelle verifiche didattiche. E’ giusto aggiornarvi sull’esito; lo considero positivo, ma ho apportato il seguente “tuning”.

Ho preferito installare il server all’interno della scuola. L’ADSL durante alcune fasce orarie del mattino è prossima alla saturazione e ciò causava, a volte, un piccolo, ma fastidioso ritardo tra un invio e l’altro delle risposte.

D'accordo con i miei studenti, ho iniziato la scorsa settimana a sperimentare Moodle per le verifiche. Moodle è già da tempo in uso nella nostra scuola, ma era stato finora impiegato solo nella formazione del personale.

Per sperimentarlo nelle verifiche didattiche ci siamo organizzati così. Anziché creare account reali per ciascun alunno, cosa che peraltro avrebbe richiesto il trattamento dei dati personali, abbiamo preferito creare degli account anonimi con password casuali, un po' come avviene in genere nei concorsi pubblici. Abbiamo stampato l'elenco delle credenziali e ritagliato il foglio per ricavarne talloncini.

Ho appena stampato le relazioni finali della 5Asa e della 5Esa, in vista degli scrutini di domani per l'ammissione agli esami di stato. Sono scritte in buracratese puro, usando i format suggeriti dall'amministrazione, che sembrano fatti apposta per essere riempiti di molte informazioni non sempre importanti, ma soprattutto non fuoriuscite dal cuore. Così subito dopo, d'impulso, mi è venuta l'idea di scrivere questo messaggio ai ragazzi.

Carissimi, anche se forse può suonare scontato e un po' patetico, i miei auguri di un futuro brillante.

Mi auguro che la scuola abbia creato in voi le fondamenta sulle quali costruire nei prossimi anni.

I professori lavorano poco: un luogo comune, e fino a un paio d'anni fa io stesso avrei potuto pronunciare questa frase.

Ora sono qui, a scuola, dopo ben cinque ore di lezione in classe e una magnifica pizza coi "friarielli" mangiata alla pizzeria qui di fronte, ad attendere che inizino i consigli di classe; oggi sono impegnato su quattro consigli diversi (dureranno quattro ore salvo prolungamenti, che in genere poi si verificano puntualmente).

Nove ore soltanto oggi, oltre agli intervalli, come questo che sto utilizzando per scrivere.

Sicuramente esistevano già programmi che, prendendo a caso le domande da un archivio, predispongono questionari per le verifiche scritte tutti diversi, ma della medesima complessità.

Io però ho preferito scrivermelo da solo; perchè adattarsi a qualcosa, se con qualche ora di lavoro possiamo crearci un'applicazione su misura? Fatica inutile? Tempo sprecato? Forse! O forse no. E poi mia nonna mi diceva sempre "dove c'è gusto, non c'è perdenza!".

Come ambiente di sviluppo ho usato lo stesso che abbiamo scelto nel laboratorio del Liceo: Lazarus. Non sarebbe infatti saggio mostrare agli studenti di non impiegare, nella pratica, ciò che si propone nell'insegnamento; anzi spero che presentare un'applicazione realmente funzionante possa risultare motivante per loro che sono ancora alle prese con esercizi meramente didattici.

Per favore ditemi che non ho capito bene!

Ditemi che non è vero che dal prossimo anno, nelle  quinte classi dei licei italiani, una delle materie NON linguistiche, a scelta della scuola per ciascuna sezione, sarà insegnata in lingua inglese. Non può essere!

Sarebbe una buona cosa per rafforzare l'inglese, ma pessima per la materia "ospite". Quando frequentavo il liceo avevo serie difficoltà a capire il pensiero di Hegel studiandolo in italiano, cosa avrei potuto, realmente, capire in inglese?

L'inglese, oggi, è fondamentale per comunicare; la lingua madre, invece, è l'unica a limitare relativamente poco l'attività del pensiero.

E poi la nostra madre lingua è una lingua stupenda. Per fortuna la norma esclude l'italiano; nel frattempo io, da inguaribile pessimista, avevo già avuto un vero incubo: avevo sognato che nelle nostre scuole si traduceva e si studiava la Divina Commedia in lingua inglese!

Questa settimana l'esercizio che ho proposto agli studenti delle seconde classi riguardava la realizzazione di un programma per la visualizzazione dei primi numeri della successione di Fibonacci. Se la sono cavata abbastanza bene, anche se il professore (cioè io) li ha distratti con alcuni discorsi su questa misteriosa successione di numeri. L'ho fatto, però, perchè molti di loro mostravano un vero interesse.

La successione di Fibonacci è composta dalla sequenza infinita di numeri nella quale ciascun elemento è la somma dei due precedenti, cioè

0, 1, 1, 2, 3, 5, 8, 13, 21, 34, 55, 89, ....

Questi numeri sono osservabili in tantissimi fenomeni naturali, come il numero di petali di molte specie floreali, le proporzioni tra le ossa della mano, le distanze tra i pianeti nel sistema solare, la forma delle conchiglie, la musica,  ecc.


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