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#Tecnologia_Scuola_Riflessioni

Leonardo Di Filippo

D'accordo con i miei studenti, ho iniziato la scorsa settimana a sperimentare Moodle per le verifiche. Moodle è già da tempo in uso nella nostra scuola, ma era stato finora impiegato solo nella formazione del personale.

Per sperimentarlo nelle verifiche didattiche ci siamo organizzati così. Anziché creare account reali per ciascun alunno, cosa che peraltro avrebbe richiesto il trattamento dei dati personali, abbiamo preferito creare degli account anonimi con password casuali, un po' come avviene in genere nei concorsi pubblici. Abbiamo stampato l'elenco delle credenziali e ritagliato il foglio per ricavarne talloncini.

Ogni alunno ne ha preso uno e ha aggiunto a penna il proprio cognome, al fine di poter poi riportare facilmente i voti anonimi sul registro elettronico ufficiale. A questo punto ogni studente effettua il login dalla propria postazione di laboratorio. Solo quando tutti sono pronti, un'ulteriore password, uguale per tutti e che io comunico a voce alta, consente l'avvio contemporaneo della prova.

Lo studente risponde alle domande guidato dalla procedura, ed il timer gli mostra il tempo residuo. Le domande sono uguali per tutti, ma l'ordine è casuale, e ciò rende meno efficaci eventuali tentativi di sbirciare sulla postazione adiacente.

Al termine dalle prova, l'alunno vede sul monitor il voto finale in decimi. Proprio su questo punto ho avuto la mia più positiva sorpresa. L'alunno vive serenamente e quasi divertito il riscontro, perché non c'è più la percezione di un giudizio soggettivo, quello del docente, che egli teme sempre travalichi i confini della mera conoscenza specifica. In quei pochi secondi nell'attesa del risultato c'è chi scherza, chi finge di chiudere gli occhi, insomma il test torna ad essere realmente una sfida con se stessi e non più un ostacolo che un docente malvagio ci pone sul cammino per giudicarci arbitrariamente  :-)

Il questionario che predispongo prevede sia domande a risposta multipla, che aperta. Per quelle aperte, quando la risposta da fornire è poco soggetta ad ambiguità (ad esempio, come nell'immagine riportata in basso, viene richiesto di indicare un'istruzione o di scrivere solo una o due parole) sarà il software ad effettuare la correzione.

Se invece nel questionario è richiesta anche una risposta aperta complessa oppure un piccolo componimento, sono io ad effettuare la valutazione ex-post, che si aggiungerà alle altre effettuate automaticamente da Moodle. Per questo tipo di risposta, la scelta degli account anonimi mi tiene al riparo, nella valutazione, non solo dal pericolo di pregiudizi consci (che non ho mai avuto), ma anche da quelli inconsci, ai quali probabilmente ogni essere umano è esposto.

So bene che molti colleghi non apprezzano innovazioni di questo tipo. Io stesso non sono un fanatico della tecnologia nell'insegnamento, né utilizzo l'e-learning in tutte le fasi della didattica ordinaria, dove l'interazione umana deve restare al centro.
Ma limitatamente alla fase di verifica, a me pare che i vantaggi siano innegabili.


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