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#Tecnologia_Scuola_Riflessioni

Leonardo Di Filippo

Sono iscritto a tanti gruppi di insegnanti e dedico ogni giorno un po’ di tempo alle discussioni. Uno degli argomenti più sollecitati in questo periodo, con richieste di aiuto e tutorial è il seguente: come impedire agli alunni in DAD di modificare il compito dopo la valutazione su classroom.

Quando rileggo un libricino che scrissi per raccontare l’esperienza del mio primo anno di insegnamento, noto che non “mi condivido più” su tante cose, che poi ho compreso con l’esperienza scolastica. Su una però non ho cambiato opinione, la  mia contrarietà al voto.

Nella scuola, a differenza che all’università, si cresce anche attraverso il rapporto con i docenti. E il voto produce una grave distorsione di questo rapporto. Perchè tanti colleghi sono preoccupati che l’alunno corregga il proprio lavoro? Perché non possono più dimostrare che il quattro che gli hanno dato è motivato? E’ questo il nostro compito? Cogliere un ragazzo in fallo e bloccarlo in quel ruolo?

Io non credo. Credo che si apprenda proprio correggendosi e che la prima strategia di recupero sia trovare quel che di buono un alunno ha fatto e premiarlo oltre la valutazione oggettiva; quasi sempre ciò si traduce in un incremento della motivazione. E all'extrema ratio, una valutazione negativa non dovrebbe comunque assumere la forma di un'etichetta, che poi resta appiccicata alla persona più che indicare un lavoro di recupero da compiere.

Ma poi soprattutto in DAD tutto ciò è insensato. Non facciamo finta di non vedere che i compiti in classe di alcuni alunni sono fatti dai genitori, che durante le verifiche taluni mettono in piedi sistemi ingegnosi per barare. Anche questa è una distorsione, si rischia di premiare e incentivare la cultura dell’imbroglio. E di abbandonare chi invece non è supportato in casa. Le migliori università hanno implementato sistemi tecnologici antiplagio molto efficaci durante gli esami e nel loro contesto fanno sicuramente bene a farlo. Ma a scuola non è praticabile e neppure avrebbe senso.

Continuiamo a valutare conoscenze, competenze, impegno e correttezza, ma liberiamoci dall’ossessione del voto, della prova scritta "con valore legale", smettiamo di sentirci la “controparte” e di voler impersonificare l’ostacolo.

ps: sono consapevole di esprimere una posizione 'eretica', poco condivisa, chiedo scusa ma i blog servono proprio a questo :-)


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