Questo sito utilizza solo cookies tecnici di prima parte. Continuando a utilizzare il sito acconsenti all'uso dei cookies.  Maggiori informazioni


#Tecnologia_Scuola_Riflessioni

Leonardo Di Filippo

Riflettevo sul continuo confronto tra lezioni in presenza e sessioni sincrone on line. Nelle riflessioni che leggo in giro mi sembra che manchi spesso un elemento fondamentale, ovvero il modo con cui la lezione sincrona viene condotta. Molti insegnanti partono da un punto fermo, costituito dal proprio modo di insegnare, e lo calano inalterato in entrambi i contesti di fruizione. E poiché lo si è costruito nel tempo esercitando lezioni frontali è facile constatare che proprio lì abbia la massima efficacia.

Così può capitare che un insegnante affronti una lezione a distanza senza curarsi della qualità del proprio audio, dell'inquadratura, della qualità della connessione. Che non utilizzi materiale multimediale, né software di alcun tipo, che faccia lunghi monologhi. A distanza, molto più che in classe, è normale, secondo me, che l'attenzione cali. E a nulla serve obbligare gli alunni a mantenere la videocamera attiva, avranno di fronte un volto che guarda uno schermo, dove però non necessariamente la finestra col focus è quella con l'insegnante.

Io sto cercando empiricamente la strada migliore per una lezione DAD, finora sono arrivato alle seguenti conclusioni, ditemi cosa ne pensate e suggeritemi eventuali ulteriori accorgimenti che avete individuato.

Una buona lezione sincronaInnanzitutto occorre curare l'infrastruttura tecnica; così come non possiamo fare una lezione in presenza con una faringite che ci ha lasciato senza voce, così non possiamo sostenere una lezione digitale senza adeguati prerequisiti.

L'audio deve essere di ottima qualità. Una cuffia con microfono è indispensabile; riduce i rumori di fondo e non diffonde nella nostra stanza le voci degli alunni, anche perché non in tutte le condizioni i soppressori d'eco dei software per videoconferenze sono impeccabili. Inoltre, mentre prestiamo naturalmente attenzione al livello di ascolto, dimentichiamo quello del microfono, che non deve essere né troppo basso, né saturare. Io durante la prima lezione della giornata chiedo sempre agli alunni se l'audio è buono. Una volta che siamo sicuri che l'audio è ok per gli alunni, ricordiamoci che in questa modalità non serve, anzi è dannoso, alzare la voce come facciamo in classe, e come molti di noi a causa dell'abitudine continuano a fare in DAD.

L'immagine video. Secondo me, per una lezione di qualità la webcam del portatile è insufficiente. A seconda di come ci poniamo di fronte al notebook o, peggio, al tablet, rischiamo di inquadrare solo lo spazio sopra la nostra testa o nella migliore delle ipotesi di ottenere degli impietosi primi piani con il nostro naso a bucare lo schermo. Io uso una webcam esterna di buona qualità, che consente diverse regolazioni (indispensabili per chi come me la finestra ce l’ha alle spalle), montata su un mini treppiede che ho posizionato a sinistra del monitor principale (sì ne ho installati due, uno per tenere d'occhio la classe, l'altro per operare sul materiale multimediale che presento). In questo modo, quando opero sul software, il mio volto non guarda in camera, inducendo anche gli alunni a concentrarsi sulla presentazione; quando dialogo con loro o li ascolto guardo invece dritto in camera e, grazie a questo cambio di atteggiamento, gli alunni percepiscono maggiormente l'interazione.

Verifico periodicamente la qualità della mia connessione di rete e se qualcosa non va controllo subito se dipende dal provider (e in tal caso non esiterei ad aprire immediatamente un ticket di assistenza) oppure dal Wi-Fi locale (e qui si può intervenire sulla configurazione oppure con dei line-extender). Questo aspetto richiederebbe un articolo a parte, se diversi di voi sono interessati, chiedetemelo e proverò a scriverlo.

Spiegando, evito sempre il monologo. Li chiamo continuamente in causa e li invito ad anticipare quello che sto per dire o a individuare una soluzione al problema in discussione. Incentivo con ogni mezzo l'interazione. Ogni intervento sensato e non sollecitato vale una nota positiva sul registro.

Altro accorgimento utile è la lezione pre-registrata e condivisa, che può essere utilizzata in anticipo (flipped classroom) o durante i compiti a casa (che ora però dovremmo trasformare in lezioni asincrone)

Cerco di evitare i tempi morti. Ad esempio, l'appello va fatto rapidamente. L'unico punto su cui mi sono irrigidito con gli alunni è la puntualità nel collegarsi, faccio l'appello con il registro in presentazione e chiedo agli alunni di attivare il microfono quando sono ancora i penultimi in coda, in modo da rispondere immediatamente. Alla mancata risposta segno assente senza indugiare e poi, terminato l'elenco, chiedo rapidamente conferma degli assenti annotati. Se qualcuno arriva poi in ritardo non interrompo le attività, prendo una nota su carta e aggiorno il registro elettronico dopo la lezione. Può sembrare eccessivo, ma la generazione digitale non regge l'attesa e i tempi morti, si spostano subito sulla prima app che mandi una notifica.

Trovo importante anche motivarli il più possibile, soprattutto gli alunni di classe prima con i quali non c'è familiarità. Ogni curiosità che parta da loro deve essere accolta con entusiasmo dal docente. Un buon lavoro deve essere apprezzato con un'enfasi maggiore di quella che avremmo usato in classe. Se possibile trovare il modo di sorprenderli. Insomma qualsiasi cosa che eviti l'effetto messa cantata può essere una strategia utile in DAD.


Al momento non gestisco i commenti sul sito. Se vuoi commentare un mio articolo, puoi farlo sulla pagina facebook www.facebook.com/TecnologiaScuolaRiflessioni


Passa alla modalità desktopPassa alla modalità mobile