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Tecnologia, Scuola, Pensieri

Leonardo Di Filippo

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La mia esperienza con i video a scuola ha superato le aspettative. La scorsa settimana ho somministrato nelle due seconde classi il quiz di novembre su moodle, che poi è il primo test realmente impegnativo. Si tratta soprattutto di scegliere, tra le quattro risposte indicate, l'output di frammenti di codice. Nel codice, già a novembre, faccio convivere tutti e tre i costrutti fondamentali; infatti sono per un approccio full immersion, ritenendo troppo diluito nel tempo quello che tradizionalmente viene usato. Inoltre vi sono domande teoriche.

Tornando alle due classi, il test ha avuto un esito molto positivo. In una delle due classi, in particolare, vi sono state solo tre insufficienze (non gravissime), mentre oltre metà della classe ha ottenuto un voto tra otto e dieci. Una tale media (7,67 per la precisione) non si era mai verificata in precedenza (e il test era anche più lungo e complesso rispetto agli scorsi anni). Ho cercato di capire se effettivamente avessero studiato con un impegno maggiore del solito. Mi hanno detto che avevano trascorso il pomeriggio precedente a rivedere i miei video. Il che fa il paio con una stranezza che avevo invece notato io la sera prima: un insolito balzo in avanti nelle visualizzazioni riportate da youtube, seguito da un parziale ridimensionamento (ipotizzo che l'algoritmo di youtube tenda a detrarre le visualizzazioni quando rileva che provengano dagli stessi computer e quindi potrebbero essere bot; è solo una mia ipotesi, se fosse vera troverebbe la sua spiegazione in quanto riferito dagli alunni).

Resta il fatto che quest'anno, usando i video, nelle classi dove il focus è sulla programmazione, i risultati sono visibilmente superiori. E i video artigianali del proprio insegnante funzionano più dei tanti video eccellenti già presenti in rete, magari solo per una questione di familiarità (un alunno mi diceva “se seguo un video non suo, non trovo le stesse parole, lo stesso linguaggio ascoltato in classe”).

Sono quindi soddisfatto, anche se un piccolo timore fa capolino. Non vorrei contribuire a disincentivare ulteriormente la forma scritta. Sarà difficile, ma dovrò cercare un equilibrio, resto convinto che, nonostante tutto, nulla possa davvero sostituire un buon libro.

 


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