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#Tecnologia_Scuola_Riflessioni

Leonardo Di Filippo

Dallo scorso anno per le verifiche uso Moodle. Una lettrice mi faceva giustamente osservare che così lo sotto-utilizzavo. Limitarsi alle verifiche, con Moodle, è in effetti un po' come avere un aereo e usarlo come se fosse un autobus, viaggiando senza mai decollare. D'accordo con la direzione scolastica, l'ho ora trasferito nello spazio web dell'istituto, per una disponibilità full space/full time. Vorrei qui condividere la nostra esperienza di start up, che mi pare, finora, positiva.

Ho creato un corso per ciascuna classe, raggruppando però classi diverse dello stesso anno, e vi ho iscritto gli alunni. Ho inserito due disclaimer doverosi: la piattaforma non sostituisce il libro di testo né il registro elettronico. Ho strutturato i corsi per argomento, attenendomi ai moduli della programmazione didattica già presentata a inizio anno scolastico. Nella parte introduttiva di ciascun corso ho impostato un forum di discussione, un modulo wiki e uno spazio di consegna compiti.

Non ho predisposto il materiale didattico (anche se ne ho già di autoprodotto negli anni scorsi), ma lo carico solo prima della lezione; gli alunni, almeno quelli più interessati, ne prendono visione in anticipo. Durante la lezione, poi, vi aggiungo qualche screenshot significativo catturato sul pc della LIM. In qualche caso carico file realizzati in classe con gli studenti nel formato nativo, in una cartella predisposta allo scopo.

Gli studenti sono contenti, mostrano di gradire in particolare l’uso della piattaforma via APP mobile, coerentemente con i gusti della loro fascia d’età. Dall’altro lato sono intervenuto in modo forse più severo del necessario su accenni di uso “scherzoso” della piattaforma: ho voluto subito mettere ben in chiaro che non si tratta di un social network in più, ma di una risorsa ufficiale della scuola. Per lo stesso motivo ho rimosso il modulo chat dai miei corsi.

Per le verifiche, ho mantenuto la stessa formula già descritta su questo blog in passato. La differenza è che ora gli alunni vedono il solo punteggio subito dopo la prova (limitatamente alla parte con risposte a correzione automatica). Ma nel pomeriggio, da casa, possono esaminare gli errori che hanno fatto, e quindi capire da soli cosa approfondire. Successivamente io posso riproporre un ulteriore tentativo sullo stesso test, in classe oppure da casa.

Ho invitato tramite email i docenti ad iscriversi; hanno aderito in buona misura. Un piccolissimo drappello di docenti si è subito unito a me, con lo stesso entusiasmo,  nel proporlo alle proprie classi, per gli altri invece ho iniziato a predisporre materiale di autoformazione in un piccolo corso dedicato allo scopo.

In home page ho inserito un sondaggio di gradimento, per alunni e docenti, con una sola domanda: “Puoi dirci cosa ne pensi di questa area didattica ?”

Il 100% delle scelte effettuate si è ripartito tra queste due opzioni: “Un'ottima idea! Agevolerà lo studio” e “Interessante, ma dipende da come sarà utilizzata”. Nemmeno un click hanno ottenuto le altre due possibilità: “Non mi sembra granché” e “Pessima idea! Un'altra inutile complicazione tecnologica”.

Stamattina ho ricevuto un genitore entusiasta, che mi ha detto: “con questa cosa diverrete la migliore scuola del territorio! ”. Una frase che mi ha particolarmente gratificato, soprattutto se penso che tutto ciò non ha comportato alcun costo per la scuola né per il contribuente.

“Dovreste pubblicizzarlo” - ha poi continuato il genitore. Non me lo sono fatto dire due volte, ecco così questo articolo on line!

 


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