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#Tecnologia_Scuola_Riflessioni

Leonardo Di Filippo

Riflessioni

"Nessun problema può resistere all’assalto di una riflessione approfondita."
(Voltaire)

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<a href= Ancora non ce ne siamo resi conto del tutto, ma questi pochi caratteri stanno cambiando per sempre il nostro modo di pensare.

Nei primi anni novanta al CERN di Ginevra nasce il linguaggio HTML, quello che viene interpretato tutti i giorni dai nostri browser internet mentre navighiamo. <a href= eccetera eccetera, come ben sanno i miei alunni di terza liceo, è utilizzato in HTML per rendere ipertestuale un qualsiasi elemento della pagina web: clicchiamo su una scritta e ci spostiamo in un attimo su un testo diverso.

Dalla sera della vigilia al mattino di S.Stefano, il mio smartphone, il mio notebook, il mio personal computer e persino il mio e-book reader resteranno rigorosamente spenti.

Non riceverò né invierò SMS di auguri, soprattutto non leggerò quelli così generici da lasciare il dubbio, amaro, che il mittente lo abbia scritto una sola volta e inviato poi con un solo click a tutta la rubrica, così, tanto per consumare, almeno a dicembre, il credito di SMS inclusi nel piano tariffario flat.

Eviterò di "scrollare" su e giù le pagine dei social network con le imprese gastronomiche degli amici, associate alle preoccupazioni sui propri bilanci calorici.

Non riceverò gli auguri più vuoti e tristi, cioè quelli dietro ai quali non c'è alcuna intenzione umana, ma solo un DBMS (sistema per la gestione delle basi di dati), come quelli dei siti web di e-commerce sui quali sono registrato.

C'è una funzione che, secondo me, social network e siti vari dovrebbero avere e che mi permetto modestamente di suggerire agli sviluppatori delle piattaforme applicative. Questa nuova funzione, abilitata per impostazione predefinita, dovrebbe essere denominata "del ripensamento".

Funzionerebbe così: quando si posta uno stato o un articolo, la conferma non dovrebbe dichiarare "correttamente pubblicato", ma invece "caro utente, lo pubblicheremo con calma".

Poi il mattino successivo l'autore dovrebbe ricevere un messaggio del tipo "Caro utente, ieri volevi pubblicare ... Sei sicuro che ciò sia sensato ed opportuno?" Acquisita la conferma dell'intenzione, il contenuto sarà effettivamente pubblicato.

A cosa servirebbe? Noto che troppi scrivono la prima sciocchezza che passi per la testa, purchè prometta visibilità. Salvo poi incartarsi nel tentativo di ammortizzarne gli effetti collaterali o evitare di dar seguito ai commenti. Con un sistema del genere ciò non accadrebbe, e anche questo articolo, forse, non avrebbe visto la luce!

Oggi ricorrono 60 anni dalla morte di colui che ritengo essere stato vittima del massimo livello di ingratitudine che l'umanità abbia conosciuto: Alan Turing.

Un ruolo nella WW2 assolutamente decisivo, eppure secretato anche dopo la fine del conflitto. Pioniere dell'informatica, ideatore del concetto stesso di software. Grande matematico. Si suicidò il 7 Giugno 1954, perseguitato da leggi bigotte, mordendo una mela avvelenata.

Ho un quaderno sul quale trascrivo le citazioni che mi colpiscono. Tra le prime c'è questa:

"Lo spostamento di un singolo elettrone per un miliardesimo di centimetro, a un momento dato, potrebbe significare la differenza tra due avvenimenti molto diversi, come l'uccisione di un uomo un anno dopo, a causa di una valanga, o la sua salvezza." (Alan Turing)


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