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#Tecnologia_Scuola_Riflessioni

Leonardo Di Filippo

Credo di aver iniziato a riflettere su come il cosmo sia assimilabile a un elaboratore, il divenire della realtà alla sua computazione, gli oggetti che compongono la realtà a oggetti software, ciascuno con i suoi metodi (algoritmi) e proprietà, dopo aver visto il film Matrix.

Mi colpì, tra le tante, la scena dove Morpheus e Neo sono all'interno di un software di addestramento e Neo, toccando una poltrona, chiede "dunque questo non è reale? ". Morpheus risponde “Che vuol dire reale? Dammi una definizione di reale. Se ti riferisci a quello che percepiamo, a quello che possiamo odorare, toccare e vedere, quel reale sono semplici segnali elettrici interpretati dal cervello".

In questa frase c’è un riferimento al cervello ed esso per il film appartiene comunque a una realtà materiale esterna alla simulazione software. Molto più attraente mi sembrava immaginare una realtà esclusivamente computazionale. Successivamente ho scoperto che esiste una vera e propria branca della filosofia, detta filosofia digitale, alla quale hanno contribuito, ancor più che filosofi, fisici teorici, matematici e informatici di primissimo piano, che hanno speculato sul paradigma "tutto è algoritmo e informazione".

Il primo libro che mi capitò di leggere sull'argomento fu "Il programma dell'universo" di Seth Lloyd, nel quale l'autore, che dimostra di padroneggiare fisica, meccanica quantistica e teoria dell'informazione, mostra come l'universo materiale sia concettualmente sovrapponibile a un computer, in particolare a un computer quantistico, in continua  elaborazione del proprio funzionamento e della propria informazione, dal big bang (o bit bang) ad oggi.

"It from bit" 1 insomma . Che poi, essendo il bit la cifra del sistema di numerazione binario, forse dovremmo riconoscere il ruolo di iniziatore della filosofia digitale già a Pitagora, che affermava 2500 anni fa che tutto è numero, numero razionale però (guai a parlargli di numeri irrazionali, come pare avesse fatto il suo allievo Ippaso di Metaponto 2; e in effetti i numeri irrazionali sono indigesti anche ai computer, come ben sa qualsiasi informatico 3 ).

Ma tornando ai nostri giorni, quelli del computer elettronico, vorrei elencare solo qualcuno dei tanti autori che meriterebbero una citazione in un articolo sulla filosofia digitale:

Konrad Zuse, che già negli anni sessanta si chiedeva in uno studio se la natura fosse digitale o analogica, e prefigurava l'avvento di una fisica digitale (dopo la fisica classica e la meccanica quantistica).

Edward Fredkin, il primo ad usare il termine Digital Philosophy, per il quale anche spazio e tempo hanno natura discreta, quindi digitale, e non continua. Una sua citazione 4 «Di tutte le cose al mondo per le quali ci si domanda "di cosa è fatto?'", l'unica che conosco per la quale non si deve rispondere in termini di qualcos'altro è l'informazione »

Gregory Chaitin, modifica la celebre frase di Galilei 5 affermando che l'universo è scritto in linguaggio informatico e i suoi caratteri sono bit. In una intervista afferma che "il mondo è discreto, è fatto di bit, e Dio è un programmatore" 6

John Conway, l'autore di Life, il famoso automa cellulare, un modello che visualizza come una struttura computazionale può effettivamente descrivere l'evoluzione di sistemi complessi.7

Stephen Wolfram, che esplora in maniera sistematica il funzionamento degli automi cellulari, con risultati spesso sorprendenti. Arriva a proporre una precisazione delle conclusioni cui era giunto Darwin: l'evoluzione tende non a "soluzioni ottimali", ma "facili da trovare con algoritmi semplici" 8.

Jürgen Schmidhuber ipotizza che «il Grande Programmatore scrisse un programma che lanciò tutti gli Universi possibili nel suo Grande Computer. Qui '"possibili" significa "computabili" » 9 . Ritiene la casualità come solo apparente, in quanto legata all'impossibilità di conoscere lo stato del programma universo.

Certo la filosofia digitale è una metafisica, come tale una speculazione affascinante ma indimostrabile. E ha una caratteristica: si lascia esplorare, può stupirci, senza costringerci a scelte di campo, perchè è compatibile sia con una visione finalistica, sia con quella meccanicistica. È un'eccellente palestra per il pensiero, una metafora in grado di spiegare il funzionamento dell'universo, quanto, e forse anche di più, possa fare la matematica, coinvolgendo un'enormità di discipline, informatica, fisica, matematica, ma anche biologia, genetica e molte altre. E metafisica, questo spazio ormai quasi abbandonato dai filosofi, che viene oggi progressivamente occupato dai fisici teorici.

Note
1 - Locuzione attrubuita al fisico John A. Wheeler - «It from bit» «La realtà dal bit».
2 - Secondo la leggenda Ippaso fu ucciso per aver scoperto e divulgato l'esistenza dei numeri irrazionali, studiando la diagonale di un quadrato di lato unitario.
3 - Un numero irrazionale può essere gestito da un programma informatico solo approssimandone il valore.
4 - G. Longo e A. Vaccaro, Bit Bang La nascita della filosofia digitale, Apogeo education, 2013, cit., p.54
5 - "(L'universo) è scritto in lingua matematica, e i caratteri son triangoli, cerchi ed altre figure geometriche, senza i quali mezzi è impossibile a intenderne umanamente parola." (Galileo Galilei)
6 - G. Longo e A. Vaccaro, Bit Bang La nascita della filosofia digitale, Apogeo education, 2013, cit., p.63
7 - Nell'animazione in alto un esempio di automa cellulare in esecuzione.
8 - G. Longo e A. Vaccaro, Bit Bang La nascita della filosofia digitale, Apogeo education, 2013, p.83
9 - J. Schmidhuber, A Computer Scientist's View of Life, the Universe, and Everything,in C. Freska (ed.), Lecturs Notes in Computer Science, Springer, 1337, 1997, p. 201.

Immagini
1 - Immagine animata: un automa cellulare in azione. Credits by Lucas Vieira / CC BY-SA https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Gospers_glider_gun.gif "Bill Gosper's Glider Gun in action—a variation of Conway's Game of Life".

Bibliografia/sitografia
- G. Longo e A. Vaccaro, Bit Bang La nascita della filosofia digitale, Apogeo education, 2013
- Seth Lloyd Il programma dell'universo, Einaudi , Le scienze, 2006, 2008
- Wikibooks, manuali e libri di testo liberi. Filosofia dell'informatica/La filosofia digitale link


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