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Leonardo Di Filippo

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Anche quest'anno una poesia in latino di Marco Di Filippo ha vinto il primo premio, in ex-aequo con un'altra partecipante, del Certamen Nazionale di Poesia Latina "Vittorio Tantucci".

Come l'anno scorso la pubblico qui, insieme alle motivazioni della giuria e alla traduzione in italiano. Mio figlio Marco frequenta il quinto anno del Liceo Classico "Pietro Colletta" di Avellino, ha vinto diversi premi e si è classificato al secondo posto nelle finali nazionali della Olimpiadi di Lingue e Civiltà Classiche, nella sezione Greco.

De oblivione di Marco Di Filippo

Hoc dico carmen
aquae inopibus
iisque qui eam tueri
sunt semper nixi

Ὠκεανόν τε γὰρ καὶ Τηθὺν ἐποίησαν τῆς γενέσεως πατέρας, καὶ τὸν ὅρκον τῶν θεῶν ὕδωρ, τὴν καλουμένην ὑπ᾽ αὐτῶν Στύγα [τῶν ποιητῶν]: τιμιώτατον μὲν γὰρ τὸ πρεσβύτατον, ὅρκος δὲ τὸ τιμιώτατόν ἐστιν.
Etenim [antiquissimi] Oceanum et Thetin rerum naturae auctores finxerunt et aquam deum iusiurandum quae ipsis Styx a poetis dicitur: namque colendissimum quod veterrimum est, iusiurandum quod gravissimum.
- Aristoteles, Metaphysica, A 3, 983

Pristina aquae de gloria fert animus cecinisse:
cerno quippe etenim hanc mente esse evulsam hominorum.
Clara, o vitae princeps commotor, modulo quae
interfusa tuopte effundere corpora tota:

convorsa in pluviam nam gramina mollia nutris
cauda et pisces se movent per flumina lata.
Splendor aquae quam fulgidus exstat lumine solis
ictae quae esse videtur gemma zmaragdina vere!
Quomodo non fons Bandusiae ille iuvet memorari

manans unde loquax aeterna est reddita lympha?(1)
Quidnam opus est memoratu cycnum antiquitus illum(2)
Dircaeum optimam aquam qui esse omnino cecinit cum
tot liquidum orbis suppeditet parti ut videatur
heu divinitus esse bonum sponsum quasi nobis?

Aestu autem pars est Lybiae iactata Asiaeque
arescente solum: ad fletum exhaustae lacrimae immo(3).
Cur discrimine tanto aqua partibu’ contigit orbis?
Et quamvis non fas Naturae aenigmata adire
attamen hoc qui defert deserto quasi clamat:

non etenim mundi hoc felix curat latus ille
contentus neglegens sacra, quae sanctissima iura
usu maiores de publico aquae statuerunt:
esset cum respublica aquam ausus numquam homo quisquam
plus sibimet quam sumere iustum aut poena luenda!

In nunc ipsa privatum Hesperia bonum aquam sunt
qui experiuntur obliti obtusa reddere mente(4).
Sed renuatur aqua ut tantis me quomodo fiat
heu fugit ipsa ubi dilapidatur polluiturve
fundendo aequoreis corruptis toxica lymphis!

Atque umorem non vitiat tantummodo tabes
ista loca at semper quae ab eodem udata tenentur
piscibus a variis variisque animalibus hausta.
Stulti, o stulti homines, aqua corruptast eadem quae
herbam alit atque animalia de altis nubibus orta

quae nobis fiunt cibum: aqua ergo pendet homo omnis.
Stulti, o stulti homines, scelerati commoda amantes,
quid nobis restat si actae haec praelata maligne
aetati contemptae aliud nisi noctis abyssum?

Notae:
1) Fons ille est redditus aeternus a Q. Horatio Flacco. Carmina, liber III, 13.
2) Cycnus ille est inclutissimus Thebanus poeta Pindarus; cuius in Olympia I “Ἄριστον μὲν ὕδωρ”, id est “Aqua est quod optimum” legitur.
3) Ex tantis praesenti tempore casibus saltem est recordandum quid nunc eveniat in Somalia a scelestis sanguine foedata et aquae et medicaminorum inopia confecta.
4) Quamvis privata aquae administratio veniat adhuc in controversiam, negari non potest talem esse administrationem diversa more Italico, immo Europaeo et pericula afferre non mediocria.

Il giudizio espresso dalla Commissione, presieduta dal Magnifico Rettore dell’Università Lumsa di Roma Prof. Francesco Bonini, è il seguente: "Il carme si snoda attraverso una riflessione filosofica e letteraria, connotata da molteplici e intelligenti richiami al mondo classico, classica, con riferimenti al diritto romano, alla sua evoluzione storica dall’età repubblicana al mondo contemporaneo. Significative le riflessioni etiche sulla giustizia ed uguaglianza tra gli esseri umani che, nella diseguale distribuzione dell’acqua, trovano una significativa rappresentazione simbolica. Il testo latino rivela un’ accurata ricerca espressiva nel rendere anche attraverso la metrica, lo sviluppo del pensiero."

Traduzione in italiano:

La dimenticanza di Marco Di Filippo

Dedico questo carme
a chi d’acqua è sprovvisto
e a chi di preservarla
s’è sempre impegnato

Infatti [gli uomini più antichi] posero Oceano e Teti come creatori delle cose e dissero che ciò sui cui giurano gli dèi è l’acqua, da essi detta Stige. Infatti, quel ch’è più antico merita il massimo rispetto, e ciò su cui si giura è, appunto, degno del massimo rispetto.
- Aristotele, Metafisica, A 3, 983

Or dell’acqua cantar desidero la prìstina gloria :
infatti noto ch’è stata rimossa dall’umane menti.
O insigne e sommo di vita promotor!
Con armonia tua propria ti diffondi, onnipresente:
sotto forma di pioggia morbide nutri l’erbe
e per fiumi vasti fansi strada i pesci con la coda.
Di quanto splendore rifulge l’acqua, che da’ rai del sol colpita
pare invero gemma smeraldina!
Come potrìa non giovar il ricordo di quella fonte Bandusia
donde sgorga umor divenuto immortale?
A cosa mai serve rammentare l’inclito cigno tebano,
che un tempo cantò: “L’acqua è la cosa migliore”,
quando parte del mondo n’abbonda sì che sembra
quasi un ben che il ciel ci ha garantito?
Invece, parte dell’Africa e dell’Asia da un ardore che ‘l suolo inaridisce
vien tormentata:
si son finanche esaurite le lacrime per piangere.
Perché l’acqua trovasi pel mondo con tal disparità?
E benché sia illecito di Natura approcciar gli arcani
purtuttavia chi questo discrimine denunzia grida quasi al deserto
siccome la parte prospera del mondo non se ne cura
paga e dimentica delle sacrosante leggi
che gli avi stabilirono sull’uso pubblico dell’acqua:
con la Repubblica in vigore unqua osò uomo alcuno
dell’acqua appropriarsi più del giusto o pagarne dovéa il fio!
Or nella stessa Italia c’è chi, dimentico e con la mente obnubilata,
tenta di renderla bene privato.
Ma mi sfugge come a tanti sia negata l’acqua
ov’è pur sprecata e inquinata versando
nelle sporche acque marine tossiche sostanze!
E codesta peste non guasta solo l’acqua, ma
quei luoghi altresì, da essa bagnati, ove vari pesci abitano
e vari animali s’abbeverano.
Stolti, stolti uomini, l’acqua corrotta è la stessa che,
scaturita dall’alte nubi, alimenta Flora e Fauna, nostro alimento:
tutti dall’acqua dipendiamo.
Sciocca, o sciocca umanità, scellerata amante del profitto,
se malevolmente vien questo anteposto
alla negletta passata etade, cos’altro ci resta se non
abisso di tenebra?

Note:
1) Quella fonte è stata eternata da Q. Orazio Flacco. Odi, libro III, 13.
2) Quel cigno è Pindaro, il celeberrimo poeta tebano, nella cui prima Olimpica si legge “L’acqua è la cosa migliore”.
3) Fra le tante disgrazie attuali va almeno ricordato cosa stia accadendo in Somalia, lordata di sangue dai criminali e stremata dalla mancanza d’acqua e di medicine.
4) Benché la privatizzazione dell’acqua sia una tematica tuttora oggetto di controversia, bisogna ammettere che questo tipo di gestione differisce dalla consuetudine in Italia, anzi, in Europa e che comporta rischi notevoli.


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