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#Tecnologia_Scuola_Riflessioni

Leonardo Di Filippo

Riflessioni

"Nessun problema può resistere all’assalto di una riflessione approfondita."
(Voltaire)

Credo di aver iniziato a riflettere su come il cosmo sia assimilabile a un elaboratore, il divenire della realtà alla sua computazione, gli oggetti che compongono la realtà a oggetti software, ciascuno con i suoi metodi (algoritmi) e proprietà, dopo aver visto il film Matrix.

Mi colpì, tra le tante, la scena dove Morpheus e Neo sono all'interno di un software di addestramento e Neo, toccando una poltrona, chiede "dunque questo non è reale? ". Morpheus risponde “Che vuol dire reale? Dammi una definizione di reale. Se ti riferisci a quello che percepiamo, a quello che possiamo odorare, toccare e vedere, quel reale sono semplici segnali elettrici interpretati dal cervello".

In questa frase c’è un riferimento al cervello ed esso per il film appartiene comunque a una realtà materiale esterna alla simulazione software. Molto più attraente mi sembrava immaginare una realtà esclusivamente computazionale. Successivamente ho scoperto che esiste una vera e propria branca della filosofia, detta filosofia digitale, alla quale hanno contribuito, ancor più che filosofi, fisici teorici, matematici e informatici di primissimo piano, che hanno speculato sul paradigma "tutto è algoritmo e informazione".

La messaggistica istantanea (whatsapp e similari) è utilissima per scopi personali. Quando sono al supermercato e mia moglie mi manda un messaggino tipo “manca anche il latte” è quasi una salvezza, magari arriva il beep proprio mentre mi sto avvicinando alle casse, e prendo al volo la bottiglia dallo scaffale.

In campo lavorativo invece preferisco la e-mail. Caro collega, se mi vuoi dire qualcosa che riguarda il lavoro che stiamo facendo insieme è meglio per entrambi che io non me ne occupi mentre sto riempiendo il carrello. E’ vero, posso gestire la cosa appena torno a casa, ma poi devo andare a cercare il tuo post scorrendo all’indietro il feed; che poi, se tu me lo hai scritto su un gruppo e io non ho infranto il limite di velocità con la macchina, dovrò scorrere e visualizzare anche alcune decine di bufale, di aforismi, di santini e di pensieri poetici vari.

Durante un corso ci è stato chiesto dal formatore di scrivere un componimento di pochissime parole, che iniziasse e terminasse con la frase "e questo sono io". Non avevo mai scritto una poesia, né qualcosa che vi assomigliasse, per questo lo pubblico.

E questo sono io
Algoritmo nell'universo computazionale
Processa emozioni,
Pensieri.
Diffonde
Vero sentire
Alla coscienza obliata
E questo sono IO

I complimenti fanno sempre piacere. Quando poi vengono da persone non avvezze a frasi di circostanza e indicano una qualità in cui non ti riconosci (anzi temevi, e temi, di avere il difetto opposto), diventano interessanti spunti di riflessione su sé stessi. Però riflettendoci è vero che, almeno limitatamente al web, evito lo scontro divisivo e detesto la logica del tifoso.

E credo di aver capito perché, lo faccio istintivamente perché conosco il web da sempre e ho nostalgia del web 1.0, dell'internet di una volta. Frequento il web da quando è iniziata la sua prima diffusione. Ho creato il primo sito nel 1996 usando solo html. Ma in realtà "navigo" da ancor prima, negli anni precedenti al web, con le reti BBS e il modem a 1200 bps (o forse anche meno all'inizio, non sono sicuro, ormai sono ricordi vaghi) su linea commutata, quasi diecimila volte più lento della linea che ho oggi a casa e della quale i miei figli qualche volta si lamentano pure.


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