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#Tecnologia_Scuola_Riflessioni

Leonardo Di Filippo

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"Quando si scrive si va incontro a qualcosa di imprevedibile,
e io non posso impormi uno svolgimento prestabilito"
(Carl Gustav Jung)

Quando ho iniziato ad insegnare, sette anni fa, ho percepito subito con fastidio la retorica, allora imperante, dei "nativi digitali". Il corpo insegnante era compatto nel riconoscere in ogni alunno un mago dell'informatica. Ciò contrastava in modo stridente con la mia esperienza quotidiana in classe.

Oggi la situazione è cambiata, molti insegnanti sono consapevoli che non si posseggono competenze digitali per "diritto di nascita". Però,  parlando con i colleghi e leggendo molti post in rete sull'argomento, emerge soprattutto un aspetto: la pressoché nulla abilità di molti ragazzi nell'uso della tastiera.

Circostanza senz'altro vera (velocissimi sul touch screen dello smartphone quanto impacciati su una tastiera standard), ma credo che sia la più evidenziata solo perché corrisponde ad un'abilità ormai acquisita da molti adulti e da tutti gli insegnanti.

Eppure vi sono tante altre carenze, difficili da accettare nel contesto tecnologico attuale, che vedono coinvolte le nuove generazioni tanto quanto le precedenti.

Solo qualche esempio:

  • Nella produzione di un documento elettronico distanziare paragrafi e contenuti premendo ripetutamente il tasto invio o la barra spaziatrice
  • Usare esclusivamente la formattazione diretta. Non molti infatti utilizzano gli stili, che consentono di non ripetere in ogni punto interessato gli stessi comandi di formattazione, risparmiando tempo e contemporaneamente dando una struttura al documento (e quindi ad esempio potendo generare indici automatici)
  • Operazioni "selvagge" di copia-incolla, che si tirano dietro formattazioni inadeguate al documento di destinazione (font differenti, ecc)
  • Scarsa attenzione alla sicurezza informatica. Appartengono ad entrambe le generazioni coloro che rischiano spesso di lasciare le proprie credenziali quando usano PC condivisi, che tendono a sottovalutare il rischio connesso alla presenza di virus o altro malware sui PC , che impostano password troppo semplici, che percepiscono l'attivazione della doppia autenticazione come un'inutile seccatura, ecc.
  • Gestire male le password degli account. Entrambe le generazioni tendono a dimenticarle (i giovani forse di più) o a custodirle male (gli adulti soprattutto). Quello che varia è piuttosto la reazione; mentre i ragazzi, se possono, abbandonano il vecchio account e ne creano un altro (con tutti i problemi che ne conseguono!), i miei coetanei, più saggiamente, si impegnano per il recupero (comunque ne risulta uno spreco di tempo)
  • Sotto-utilizzare le risorse collaborative in cloud. Ad esempio in molti casi non è una buona pratica scambiarsi email "allegando" i documenti; meglio sarebbe condividerli in lettura o scrittura e inviare il link nel corpo della email. O ancora usarle per evitare l'uso, frequente, deleterio e pericoloso, delle pennette USB

L'elenco potrebbe continuare a lungo (magari è un'idea per un prossimo articolo).

La mia riflessione è che è un bene la consapevolezza che le competenze digitali sono ancora da costruirsi nei nativi digitali, ma lo stesso impegno andrebbe profuso da non pochi miei coetanei.

Gli interventi formativi non mancano, forse però va aggiustato un po' il tiro. Veicolare nuove modalità didattiche oggi emergenti grazie alle tecnologie disponibili è certamente cosa buona, impegnare tempo a spiegare nei dettagli l'uso di una specifica APP didattica è per me tempo male utilizzato nei corsi di formazione.

Mentre le buone APP e i migliori programmi ormai sono auto-esplicativi, l'esigenza di coprire le conoscenze di base delle ICT è letteralmente fondamentale, poiché tali conoscenze sono proprio le "fondamenta" sulle quali si poggia tutto ciò che vorremmo usare in classe.

Capire com'è fatto ad esempio un documento digitale o un'immagine digitale prima ancora di allenarsi all'uso di Word, di Photoshop o dell'ultima app consigliata ai docenti sarebbe auspicabile. E soprattutto, tutti, ma proprio tutti, nel 2019, dovremmo avere almeno un'idea di cosa sia la programmazione dei computer.

Dopo sette anni, bellissimi, al Liceo Salvatore Cantone, dal prossimo settembre inizierò una nuova avventura. Farò in tempo a salutare di persona i colleghi, ma non gli studenti, già in vacanza. Allora vi abbraccio virtualmente con questo messaggio. Sentirò la vostra mancanza. Ciao a tutti ragazzi!

saluti

La mia esperienza con i video a scuola ha superato le aspettative. La scorsa settimana ho somministrato nelle due seconde classi il quiz di novembre su moodle, che poi è il primo test realmente impegnativo. Si tratta soprattutto di scegliere, tra le quattro risposte indicate, l'output di frammenti di codice. Nel codice, già a novembre, faccio convivere tutti e tre i costrutti fondamentali; infatti sono per un approccio full immersion, ritenendo troppo diluito nel tempo quello che tradizionalmente viene usato. Inoltre vi sono domande teoriche.

Presentazione dei miei corsi di informatica 2018/19 presso il Liceo Scientifico opz scienze applicate Salvatore Cantone, Pomigliano d'Arco (NA)

CopertinaAs1819
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Pensavo che in inglese si dice “border", un termine del tutto autoreferenziale, come pure in spagnolo e in francese, dove si usa l'equivalente del nostro disusato “frontiera”. In italiano preferiamo invece dire “confine” ovvero etimologicamente CON-fine , cioè “un limite in comune con qualcuno”, qualcosa che unisce anche, non solo separa. Abbiamo una lingua saggia, dovremmo esserne all'altezza.

Buone vacanze ai miei studenti. Vacanza. Non è necessariamente una parola così bella; etimologicamente esprime il vuoto, l’assenza di attività. Invece la pausa estiva può essere il momento di impegnarsi, liberamente, su ciò che interessa. Vacanza dagli obblighi, insomma. Io non ho mai “assegnato” compiti per le vacanze, penso che dovreste scegliere da soli qualcosa da leggere o da studiare. Ho ripreso a registrare qualche video. SE VI VA, guardateli. E magari scrivete qualche programma per mantenervi in esercizio. Se lo farete per il gusto di mettervi alla prova, vi accorgerete che non è faticoso, ma divertente. E poi non c'è nessuno domani a interrogarvi :-)

Anche quest'anno una poesia in latino di Marco Di Filippo ha vinto il primo premio, in ex-aequo con un'altra partecipante, del Certamen Nazionale di Poesia Latina "Vittorio Tantucci".

Come l'anno scorso la pubblico qui, insieme alle motivazioni della giuria e alla traduzione in italiano. Mio figlio Marco frequenta il quinto anno del Liceo Classico "Pietro Colletta" di Avellino, ha vinto diversi premi e si è classificato al secondo posto nelle finali nazionali della Olimpiadi di Lingue e Civiltà Classiche, nella sezione Greco.

Sto avendo riscontri positivi dall'impiego di video registrazioni didattiche nelle quali riepilogo, oppure anticipo in vista degli approfondimenti da fare in classe, gli argomenti del programma disciplinare. Oltre a renderli disponibili sulla piattaforma Moodle che uso a scuola, li pubblico su YouTube e sto ora iniziando ad organizzarli per argomenti omogenei sul mio blog, come in questa pagina.

Nel giro di pochissimi anni le lavagne interattive multimediali hanno invaso le aule delle nostre scuole. Per la materia che insegno e per come la insegno, non potrei fare a meno di una periferica di fruizione collettiva, e dunque sono contento di poter disporre di una LIM in ogni classe. Eppure non credo che la tradizionale LIM a proiezione sia sempre necessariamente la scelta ottimale; in ogni caso non la ritengo un’opzione da dare acriticamente per scontata.

Ho scoperto stasera che la materia che insegno ha appena cambiato codice e denominazione (ma nulla nella sostanza). Ora è "scienze e tecnologie informatiche" invece di "informatica" e il codice 041 invece di 042. Mi piacerebbe poter fare due domande a chi ha deciso ciò:
1) perché usare una frase quando una sola parola racchiudeva lo stesso significato ?
2) ma non lo sapete che 42 é la risposta che il supercomputer di "guida galattica per autostoppisti" dava alla​ domanda fondamentale sulla vita?

 Questa poesia, scritta in latino da mio figlio Marco, ha appena vinto la VI edizione del Certamen Nazionale di Poesia Latina "Vittorio Tantucci".

Marco frequenta il quarto anno del Liceo Classico, ha già vinto diversi premi ed è in procinto di partecipare alla finale nazionale delle Olimpiadi di Greco. Ama profondamente i classici greci e latini e li studia con passione vera.

La pubblico insieme alla traduzione in italiano e alle motivazioni della giuria.

Dallo scorso anno per le verifiche uso Moodle. Una lettrice mi faceva giustamente osservare che così lo sotto-utilizzavo. Limitarsi alle verifiche, con Moodle, è in effetti un po' come avere un aereo e usarlo come se fosse un autobus, viaggiando senza mai decollare. D'accordo con la direzione scolastica, l'ho ora trasferito nello spazio web dell'istituto, per una disponibilità full space/full time. Vorrei qui condividere la nostra esperienza di start up, che mi pare, finora, positiva.


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