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#Tecnologia_Scuola_Riflessioni

Leonardo Di Filippo

"Quando si scrive si va incontro a qualcosa di imprevedibile,
e io non posso impormi uno svolgimento prestabilito"
(Carl Gustav Jung)

Quello fisso in casa era l'unico telefono privato del quale gli adolescenti della mia generazione potevano disporre, ma non era molto amato, era complicato poterlo usare con un po’ di privacy.

Per fortuna c'era la cabina telefonica. Il piacere della telefonata (per conversare, non quella per brevi comunicazioni) iniziava proprio dalla scelta della cabina. Ognuno aveva le sue preferite, non si usava necessariamente quella più vicina. Ad esempio il luogo non doveva essere affollato e rumoroso, ma tranquillo e, d’estate, non troppo soleggiato, insomma confortevole.

A volte trovavi il telefono fuori servizio, ma non era questa la cosa peggiore. L’inconveniente che mi faceva arrabbiare era quando, magari all’inizio della telefonata, ti giravi e vedevi un tizio in attesa; che poi appena si accorgeva che tu lo avevi notato, guardava l'orologio accentuando il movimento del braccio.

E si continua a cercare nelle vecchie cose. Questo funziona ancora!

Anni 90' Non è proprio un navigatore, piuttosto un localizzatore GPS. È contemporaneamente uno dei miei acquisti più inutili e più utili. Più inutili perché non l'ho mai usato per nulla di pratico, solo una volta per misurare la velocità di un piccolo motoscafo che avevo all'epoca. Non sono tipo da escursione e anche con la barchetta che dicevo, bazzicavo solo gli immediati dintorni di Salerno. In auto poco utile, dava la direzione in linea d'aria e quindi non era il caso .... Ma è anche stato un acquisto utile, per le emozioni che provo ogni volta che ho una tecnologia assolutamente nuova tra le mani.

per geek ... continuando a rovistare in garage ... queste RAM sono davvero di un'altra era ...

Continuando a mettere in ordine le vecchie cose ... dello stesso periodo, o forse precedente, questo Pocket PC, insieme al modulo telefonico che trasformava il palmare in un (pesante) precursore dello smartphone. Continuo disperatamente a cercare gli alimentatori per provare a riaccenderli dopo tanto tempo ...
Aggiornamento: trovato l'alimentatore, il connettore non entrava era forse deformato, provo a forzare, il pocket PC schizza fuori dalla jacket e … rotto. Mi divertirò a (cercare di) ripararlo quando avrò tempo

3s

Appena ritrovato, è proprio vecchio ... quando lo usavo avevo i capelli neri 🤣,  ...2s

C'è uno strumento che nella scuola italiana è sovrautilizzato, la presentazione. Troppo spesso, soprattutto nelle discipline di area generale, non tecniche, la spinta all'innovazione digitale si riduce a un "e ora per casa fate un PowerPoint". Nella scuola superiore gli alunni giungono già con una ottima abilità a realizzare presentazioni efficaci e, però, è spesso l'unica tecnologia di office automation che sanno utilizzare e che quindi tendono a utilizzare per qualsiasi scopo.

Non di rado mi è capitato di chiedere agli alunni in ingresso dalla media una relazione di solo testo e riceverla in formato pps. Non ho nulla contro le presentazioni, ma vanno usate laddove sono indicate, per accompagnare una esposizione orale ad esempio.
Alzando lo sguardo, dovremmo avvicinare i ragazzi, anche quelli che non frequentano istituti ad indirizzo informatico, ad altre tecnologie, ad esempio alla realizzazione di app e di siti web.

uscita dalla DADsPrescindendo dalla situazione epidemiologica, dalla valutazione del rischio, dall'impatto reale delle scuole sulla diffusione dei contagi, tutte cose che preferisco lasciare agli esperti e alle autorità preposte, anche per non entrare nella stantia contrapposizione NO-DAD / SI-DAD, vorrei fare una riflessione sulla modalità di uscita dalla DAD.

Infatti, mentre si discute molto sull'opportunità o meno di svolgere attività in presenza, si mette meno in dubbio il fatto che la transizione debba avvenire attraverso una fase di didattica integrata, con una parte di alunni in collegamento e una parte in presenza.

E questo a me sembra un errore. Ho già avuto modo di sperimentare per poco tempo la doppia platea e posso dire (e con me tutti i colleghi con i quali mi sono confrontato) che non si riesce a seguire adeguatamente i ragazzi in collegamento remoto, quando si deve controllare e interagire con quelli in presenza.

Riflettiamo invece sui dati di fatto, che sono sotto gli occhi di tutti gli insegnanti di scuola superiore.

Ho somministrato agli studenti delle mie nove classi un sondaggio anonimo sulla mia didattica in DAD. I dati aggregati li discuteremo insieme durante questa settimana. Trovo che ciò stimoli positivamente il senso critico dei ragazzi e offra a me spunti per il miglioramento futuro.

Tra gli esiti più interessanti c'è il fatto che il numero degli studenti che ritiene la dad efficace rappresenta la maggioranza assoluta (70%) e che per il 30% circa addirittura la dad sarebbe più efficace della lezione in presenza (per il 40% è invece equivalente). Un quarto circa dei miei alunni la ritiene negativa rispetto alla scuola in presenza. Sono relativamente pochi i "non saprei".

Google Classroom promosso a pieni voti. Per l’83% la scelta di Google Classroom come piattaforma didattica digitale unificata nella scuola è completamente positiva (risposta: tutto OK); invece solo l’8% la boccia, e un altro 8% distingue in base alle discipline.

A fronte del fatto che la difficoltà di connessione è il mantra/pretesto che noi docenti ascoltiamo tutti i giorni, nel sondaggio anonimo oltre il 60% afferma di non aver avuto problemi tecnici di connessione, mentre i restanti segnalano problemi per lo più transitori e sporadici.

Il libro di testo ha avuto, in queste circostanze, un gradimento tiepido ma tutto sommato ancora positivo, più alto quello riservato al materiale condiviso da me in piattaforma, altissimo (il dato che mi ha fatto più piacere) quello per le mie videolezioni.

Non conta quanti soldi si mettono sul digitale, ma quanta propensione all’innovazione c’è nella testa delle persone che decidono.

Sono iscritto a tanti gruppi di insegnanti e dedico ogni giorno un po’ di tempo alle discussioni. Uno degli argomenti più sollecitati in questo periodo, con richieste di aiuto e tutorial è il seguente: come impedire agli alunni in DAD di modificare il compito dopo la valutazione su classroom.

Quando rileggo un libricino che scrissi per raccontare l’esperienza del mio primo anno di insegnamento, noto che non “mi condivido più” su tante cose, che poi ho compreso con l’esperienza scolastica. Su una però non ho cambiato opinione, la  mia contrarietà al voto.

Nella scuola, a differenza che all’università, si cresce anche attraverso il rapporto con i docenti. E il voto produce una grave distorsione di questo rapporto. Perchè tanti colleghi sono preoccupati che l’alunno corregga il proprio lavoro? Perché non possono più dimostrare che il quattro che gli hanno dato è motivato? E’ questo il nostro compito? Cogliere un ragazzo in fallo e bloccarlo in quel ruolo?

Quando pochi giorni fa sono stato contattato da Twinkl, che mi chiedeva una nota biografica e si congratulava perché ero risultato tra i Learning Heroes scelti dagli iscritti alla piattaforma, ho subito pensato a un fake o a uno scherzo. E invece con mia grande sorpresa era vero.

Non nascondo che la notizia mi ha fatto piacere, il mio sito e il mio canale YouTube, anche se artigianali, mi costano un bel po' di tempo e impegno e li curo per puro spirito di condivisione; infatti il sito non ha mai ospitato pubblicità e il canale non è monetizzato. È soprattutto uno sforzo indirizzato ai miei studenti e continuerà finché permarrà una ricaduta positiva sulla loro preparazione; la gratificazione extra giunge poi quando ricevo messaggi di altri studenti che mi ringraziano, come quando uno studente universitario mi scrisse che l'esame era andato bene perché aveva visto alcuni miei video sulle reti !

Ora, che una piattaforma come Twinkl mi dia addirittura dell'eroe è onestamente eccessivo, ma certamente mi motiva a continuare e mi riempie di gioia. Voglio ringraziare perciò, e di cuore, chi ha pensato di segnalare proprio il mio nome.

Learning Heroes 2021

Sto cambiando opinione sul termine "generazione digitale". Resta vero che utilizzano i dispositivi e le applicazioni senza neppure chiedersi come essi siano fatti, che eccellono soprattutto nell'uso veloce e meccanico e sono spesso privi di una reale competenza di tipo informatico.

Però in alcuni casi mi stupiscono; e se poi li confronto con la mia generazione …

In questo anno di didattica quasi esclusivamente digitale ho spinto sempre più sulle attività cloud, in particolare sulla piattaforma in uso nella mia scuola (G Suite ora denominata Google Workspace). In questi giorni ho proposto nelle prime un'attività che è stata molto gradita dagli alunni. Sono ragazzi provenienti dalla scuola media, molti di loro non hanno mai realmente usato un Word Processor e stanno iniziando solo ora, dopo che nella prima parte dell'anno ci siamo occupati di altri argomenti. Sono invece abituati a usare PowerPoint, che sembra molto gettonato alle scuole medie, e all'inizio tendono a volerlo usare per qualsiasi cosa, addirittura per una lettera o una relazione! Anche su questo scavalcare le fasi penso andrebbe fatta una riflessione. Partire da app grafiche o didattiche senza le basi, introduce una distorsione; e le basi, per un documento elettronico, sono le proprietà dei caratteri e dei paragrafi.


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